Imparare a reagire non significa reagire a tutto e subito.
Infatti se un pericolo non è imminente, la capacità di leggere la situazione è davvero importante. Occorre capire se è davvero necessaria un’azione tempestiva e, quando non lo è, crearsi uno spazio di tempo per comprendere che cosa sta succedendo.
Questo è importante nella difesa personale fisica, ma oggi è ancora più centrale per tutte le minacce che possiamo trovarci ad affrontare ogni giorno.Queste minacce non riguardano solo la nostra incolumità fisica, ma anche quella patrimoniale ed eventualmente reputazionale. Un esempio ormai classico è quello di una mail o di una telefonata che, solo dopo, si rivela essere una truffa.
Il ruolo di una mente allenata contro le truffe
Oggi avere accesso ai dati di una persona e riuscire a dare l’impressione di essere una figura di autorità o un’istituzione non è così difficile. Proprio perché è più semplice per i truffatori ottenere informazioni su di noi, è più facile per loro costruire storie verosimili e contesti credibili.
Questo rende più probabile che una persona diventi vittima di truffa. Quello che davvero può salvarci in queste situazioni non è solo avere protezioni informatiche, che sono certamente utili, ma soprattutto la nostra testa.
La mente, per come viviamo oggi, è abituata a reagire subito a qualsiasi stimolo, senza prendersi un attimo per fermarsi e riflettere.

La trappola della fretta e della paura
La nostra testa, se viene addestrata in modo corretto, dovrebbe invece riuscire a fermarsi proprio nei momenti in cui non esiste un pericolo reale e immediato, ma il corpo percepisce una sensazione fisica di allarme, come se il pericolo fosse presente qui e ora.
È su questo meccanismo che la maggior parte delle truffe telefoniche e via mail fa leva.
Un esempio concreto: hai prenotato un hotel e il giorno prima della partenza ti arriva una mail in cui ti dicono che il pagamento non è arrivato, oppure che è stato stornato, e che devi rifarlo subito.
La paura è: “Arrivo lì e non ho l’hotel, come mi organizzo? Devo fare tutto all’ultimo momento.” La mail è verosimile, la situazione sembra plausibile e, spinto dall’ansia, si potrebbe essere tentati di pagare. Ma potrebbe trattarsi di una truffa.
(Truffa tentata a mia moglie e che, con un minimo di calma, abbiamo evitato. In seguito abbiamo saputo di una fuga di dati dall’app di prenotazione che avevamo usato)
Un altro esempio: ricevi una telefonata in cui vengono citati i tuoi dati e ti viene detto che non risulta pagata una bolletta del telefono. Oppure una mail che parla di un abbonamento a una rivista che risulta non saldato. Tutte queste situazioni lavorano su fretta e pressione.
Sono particolarmente efficaci le truffe in cui sembri esposto dal punto di vista legale, come se avessi commesso un crimine o mancato a un dovere. Questo spinge la persona a reagire ancora di più, a voler dimostrare di essere nel giusto e a sentirsi colpita sul piano personale.
Fermarsi, respirare, verificare
In tutte le situazioni in cui non c’è un pericolo evidente e immediato, ma si percepisce una sensazione fisica di pericolo, sarebbe fondamentale fermarsi un attimo. Fare un bel respiro, rallentare e cercare di capire che cosa sta realmente accadendo, invece di agire in automatico.
La prima cosa da fare è verificare i dati di chi ti sta contattando: questa persona è davvero chi dice di essere, oppure no? Non bisogna dare per scontata l’identità solo perché vengono citati alcuni dati personali corretti.
Il secondo elemento è il controllo incrociato: se questa persona si presenta come impiegata in una certa ditta, azienda o ente, la cosa più prudente è contattare direttamente quella ditta usando i canali ufficiali e chiedere di verificare l’identità e la veridicità della richiesta.
Il terzo elemento è l’urgenza. Se, durante l’interazione, c’è una continua spinta ad “agire subito”, “pagare subito”, “decidere immediatamente”, questo è un forte campanello d’allarme che indica la possibile presenza di una truffa. L’urgenza artificiale è uno strumento chiave dei truffatori.
Reagire sì, ma nel modo giusto
Saper reagire non significa rispondere impulsivamente a qualsiasi stimolo.
Significa valutare la situazione e decidere come agire in base al tipo di minaccia.
Se la minaccia è presente e reale, una risposta immediata può essere necessaria.
Se invece la minaccia non è immediata ma viene costruita attraverso pressione psicologica, sensazione di urgenza e paura, allora la miglior difesa è rallentare.
Con questo articolo ho voluto solo mostrarti come una mentalità da difesa personale si applichi alla difesa della propria persona in tutti gli ambiti della propria vita. Di seguito trovi dei lutili per approfondire nello specifico.
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