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Qual è la progressione nel Krav Maga?
In termini generali, questo sistema di difesa personale si fonda anzitutto sulla capacità di colpire.
La didattica procede per blocchi interconnessi e adattabili al livello della classe, con l’obiettivo di costruire nel tempo competenze pratiche, trasferibili e coerenti con il contesto reale.

Primo: saper colpire

Il primo grande nucleo è quindi dedicato ai colpi, perché saper generare impatto in modo efficace, rapido e sicuro è la base su cui poggiano anche le fasi difensive e le gestioni più complesse dello scontro.

Nell’insegnamento dei colpi si privilegiano inizialmente gli arti superiori.
Sotto stress e paura, infatti, le gambe tendono a rispondere meno in termini di precisione e coordinazione, fatta eccezione per la fuga; inoltre una buona stabilità di base consente al principiante di usare meglio il corpo quando colpisce.

La progressione tipica parte dalle mani (pugno, palmo, dita), prosegue con gomito, avambraccio e colpi di martello, e arriva a includere spalle e testa.
In parallelo si introduce anche il lavoro con le gambe, seguendo lo stesso principio graduale.

Secondo: difese aggressive

Il secondo blocco riguarda le difese: blocchi e deviazioni sono spesso affidati agli arti superiori, perché in condizioni di allarme sono le mani a “mettere una pezza” per prime sulla minaccia percepita, mentre il corpo cerca di allontanare la parte esposta.
È un riflesso che possiamo osservare nella vita quotidiana, dall’istinto di proteggere il volto alla barriera dei calciatori che coprono i genitali.

Ma il comparto delle difese non si esaurisce in azioni istintive. Le tecniche di difesa dai colpi hanno la caratteristica di sfruttare pattern motori di potenza come per gli attacchi. La logica non è difendersi da un attacco, ma attaccare l’attaccante con la propria difesa.

Le medesime logiche guidano anche le azioni a distanza ravvicinata, in piedi e a terra, dove la priorità resta quella di proteggersi, guadagnare distanza e ripristinare una posizione più sicura.
La lotta, intesa come controllo prolungato dell’avversario, non è il fulcro del Krav Maga se non in casi specifici.

L’idea guida è anticipare o colpire quando possibile, oppure creare spazio per poter colpire e distanziarsi.
Situazioni di controllo vengono prese in considerazione quando il danno dev’essere limitato o in contesti professionali, ad esempio per le forze dell’ordine.
L’allenamento rimane quindi orientato all’efficienza e alla gestione del rischio, più che al dominio tecnico della lotta come avviene in ottica sportiva.

Terzo: armi occasionali e difesa terza persona.

Infine, una parte centrale del curriculum riguarda armi, ambiente e difesa della terza persona. Vedere l’ambiente come risorsa significa imparare a usare oggetti, abiti, tavoli, sedie o veicoli in modo tattico, con consapevolezza dei vantaggi e dei limiti.

La protezione di un’altra persona richiede sia competenze tecniche sia scelte tattiche preventive, per intervenire in sicurezza quando qualcuno non è in grado di difendersi.
Puoi considerare questo terzo blocco come una estensione dei due precedenti. La capacità di usare armi occasionali è un rafforzativo delle azioni base di difesa personale, così come la difesa di una terza persona è una declinazione delle tecniche apprese per difendere se stessi.

Come viaggia la progressione nell’allenamento.

Questi blocchi non sono compartimenti stagni: un percorso ben strutturato li alterna e li integra, così da costruire un insieme coerente di abilità per colpire, difendersi, gestire una situazione pericolosa in tutti i suoi aspetti, sfruttare l’ambiente e le sue risorse. Infine, se necessario, proteggere gli altri.

Risorse utili: 

https://www.kmgitalia.it/la-preparazione-fisica-per-il-krav-maga/

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__krav-maga-libro-edizioni-mediterranee-libro.php

https://www.kmgitalia.it/7-esercizi-per-allenare-il-krav-maga-da-solo/