Krav Maga per bambini: in cosa consiste
Sì, il Krav Maga si può insegnare ai bambini, ma non nelle versioni destinate a militari, forze di polizia o adulti civili.
Questo approccio deriva dal motore unico del Krav Maga, che è capace di essere declinato a seconda dell’esigenza del gruppo a cui è rivolto.
Saper colpire, difendersi, divincolarsi e usare dell’ambiente, è diverso per i più piccoli, che devono saper distinguere le loro reazioni a seconda di chi hanno di fronte.
L’adattamento fa sì che la preparazione sia congrua con l’età, enfatizzando la prevenzione la comprensione di quello che sta accadendo ed il riportare eventi insoliti alle figure di accudimento come genitori o adulti di fiducia.
Il motore del Krav Maga
Il sistema del Krav Maga si adatta a diversi contesti: per i civili limita l’esposizione al pericolo preservando se stessi e i cari; per i militari massimizza il danno in breve tempo; per la polizia neutralizza la minaccia con minor danno possibile, senza rischiare l’incolumità dell’operatore.
Per i bambini, il focus è su prevenzione, riconoscimento del pericolo e capacità di allontanarsi, educandoli a una difesa proporzionata e consapevole. La reazione contro un bambino della stessa età sarà differente da quella contro un adulto che cerca di immobilizzarlo o trascinarlo via.
L’aspetto della comunicazione riveste un ruolo molto importante in accoppiata con il riconoscere e dare peso alle situazioni inusuali.

Priorità per i bambini: prevenzione e comunicazione
Innanzitutto, i bambini imparano a riconoscere situazioni pericolose e a prevenirle, tirandosi via prima che siano ingestibili. Migliorare la comunicazione con i genitori o figure di riferimento è l’altro aspetto su cui si batte molto, inserendo in allenamento fasi in cui il bambino riporta quanto accaduto.
Per fare un esempio semplice.
L’istruttore è in mezzo alla stanza con due bastoni di gommapiuma (quelli che si usano come galleggianti nelle lezioni di nuoto).
Il compito dei bambini è di non farsi colpire.
Possono evitare e scappare o bloccare il colpo e poi allontanarsi. Qualsiasi sia il risultato, se colpiti o se sono riusciti a difendersi, poi corrono dal genitore a riferire cosa è successo.
Il bambino sviluppa consapevolezza che riportare un accaduto a un adulto di fiducia, come genitore o insegnante, è parte integrante della difesa personale.
Questa fase rafforza il dialogo familiare con un’abitudine consapevole di segnalazione.
Tecniche soft e lavoro con i pari
Le tecniche insegnate sono proporzionate: enfasi su divincolamenti, spinte via e protezione, non su colpi violenti come contro un adulto in un tentativo di rapimento.
Si privilegiano azioni soft adatte ai coetanei, per la gestione dei conflitti.
Accanto a questo si favorisce la socialità.
Lavorare con i propri pari in un contesto di regole, promuovendo confronti puliti e corretti, per insegnare il rispetto reciproco.

Educazione sociale e sicurezza integrata
L’aspetto relazionale è cruciale: i bambini vengono educati a vivere bene in società, riconoscendo pericoli potenziali e segnalandoli agli adulti.
Il Krav Maga per bambini integra difesa personale con valori educativi, favorendo una crescita responsabile in cui le emozioni di rabbia e di paura vengono riconosciute, comprese e incanalate correttamente.. Questo approccio olistico previene il bullismo e promuove la gestione non violenta dei conflitti, anche se sarebbe irrealistico pensare che lo elimini del tutto.
Preparare il proprio figlio a gestire e contrastare il bullismo è un’ottima cosa.
Sfortunatamente è solo una parte di quello che andrebbe fatto.
A margine di questo articolo vorrei sottolineare che il fenomeno del bullismo è complesso e per essere affrontato necessita l’intersecarsi di diverse figure istituzionali e professionali.
Risorse per approfondire:
Articolo su KMG Italia: “Difesa Personale per Bambini”
Libro: “Come parlare ai bambini perché ti ascoltino e come ascoltarli perché ti parlino” di Adele Faber e Elaine Mazlish