Andrea Zanetti
Malvina Fioravanti
Graduate 1
STORIA PERSONALE
Dal punto di vista professionale posso dire che il Krav Maga rappresenta la componente fisica che mancava, essendo stata allevata come molte donne del mio stesso periodo a “danza e ginnastica, non certo le arti marziali così ineleganti e violente!”
Invece è un percorso che mi ha dato e continua a darmi tanto. Ben lontano da violenza e dotato di una sua particolare “eleganza”.
Quello che ho assimilato e interiorizzato e che cresce con me, fondamentalmente, è sentirsi di essere sufficienti per proteggersi e proteggere.
Fare il corso istruttori venne in seguito dal mio bisogno di crescere e mettermi alla prova oltre all’essere utile ad altri/e.
Usare il corpo e “organizzare gli istinti violenti in schemi d’azione/reazione efficaci” mi sembra un ottimo modo di educare parti di noi represse o sconosciute o subite.
Quindi il Krav Maga anche come strumento di educazione/rieducazione delle zone “scure” di noi stessi, come forse è proprio delle arti marziali, ma con il Krav Maga, opinione personale, ancora di più.
Non meno importante è la componente di socializzazione e divertimento che ha fatto da sfondo ad ogni (quasi) allenamento.
Il Krav Maga ci dà la possibilità di migliorarci, ognuno a seconda delle proprie possibilità, senza competizione e gare…se non con noi stessi. Nulla di meglio!
Anche se sarebbe un errore pensare che sia facile.
